Barefoot la gestione

Barefoot, per un cavallo sano e performante

Perché ferriamo il cavallo?

Da dove nasce la pratica della ferratura degli zoccoli?  È davvero necessaria? E quali sono le conseguenze? Perchè siamo così restii al barefoot?

Questi sono i quesiti che hanno iniziato a ronzarmi in testa mentre mi avvicinavo sempre di più al mondo dei cavalli.  Purtroppo nessuno degli “esperti” è stato in grado di fornirmi una risposta convincente. Solo un professionista pareggiatore BHI (Barefoot Horse Italia), conosciuto per puro caso, ha saputo rendermi risposte e spiegazioni. Ovviamente non mi sono fermato qui e ho continuato a documentarmi su vari libri di testo.

Ferratura del cavallo

Dove nasce la pratica della ferratura

La pratica della ferratura appartiene al mondo militare e nasce nel Medioevo quando per semplificare la gestione e velocizzare il loro utilizzo, i cavalli iniziarono ad essere scuderizzati e confinati in box. Oltre a provocare un indebolimento della struttura del piede, il confinamento fece sorgere varie altre problematiche e spesso gravi patologie dello zoccolo.

 

È opportuno tenere a mente che la qualità del piede del cavallo è direttamente proporzionale agli stimoli che riceve. Un cavallo scuderizzato, quindi privo di stimoli, non potrà mai avere un piede adatto a camminare sui terreni duri o ciottolosi, tantomeno far fronte alle battaglie. Da qui nasce la ferratura, un tampone alle problematiche derivanti dalla scuderizzazione che nasconde non poche problematiche.

Breve analisi del piede del cavallo

L’unghia dello zoccolo cresce costantemente in base agli stimoli e rappresenta solo la punta dell’iceberg di una struttura molto complessa. La muraglia, il fettone, la suola, le barre e le strutture interne sono tutte componenti dello stesso organo: il piede dell’equino.

 

Lo zoccolo, contrariamente a quanto può sembrare, non è una struttura rigida, ma elastica e flessibile. Ad ogni passo, con il peso, si deforma in modo complesso, allargandosi per poi contrarsi a riposo. Questo meccanismo di compressione e decompressione ha la funzione di favorire la circolazione sanguigna e di ammortizzare le vibrazioni derivanti dal contatto col terreno. Ogni componente del piede lavora in sinergia con le altre. Tutto è interconnesso.

Cosa accade quando mettiamo i ferri e quali sono le conseguenze?

Cosa accade quando mettiamo i ferri e quali sono le conseguenze?

Per tenere ancorati i ferri allo zoccolo si utilizzano dei chiodi piantati nell’unghia, che ad un primo sguardo può sembrare morta e priva di sensibilità. I chiodi fermano il ferro al piede, bloccandone così tutte le funzioni sopra citate.

 

Pensare di interagire con una struttura così complessa senza aver conseguenze è quantomeno superficiale.

 

Alcune conseguenze della ferratura sono:

  • Minor circolazione sanguigna del piede, infatti il piede ferrato blocca la normale funzione di pompa circolatoria (si dice che il cavallo abbia 5 cuori per questo motivo)
  • Peggior sensibilità ai diversi tipi di terreno
  • Peggior qualità dell’unghia, infatti in poco tempo i cavalli ferrati ammorbidiranno lo zoccolo e peggioreranno la qualità dell’unghia (muraglia e suola)
  • Peggioramento generale della funzione bio meccanica del piede
  • Problemi alle articolazioni dovute alle vibrazioni del ferro a contatto con terreni duri o campi da lavoro non adatti
Cavallo scalzo gestione

Come ottenere un piede barefoot pronto ad ogni tipo di utilizzo?

Con la gestione.

In natura, per poter sopravvivere, il cavallo percorre ogni giorno svariate decine di chilometri su terreni di varia natura, prevalentemente asciutti e abrasivi. Il piede del cavallo si adatta per la prestazione richiesta e ne consegue che soltanto simulando quello che accade in natura otterremo un piede forte e un cavallo performante in piena salute.

La gestione è la discriminante primaria per ottenere un piede forte, equilibrato, che riesce ad affrontare ogni tipo di terreno o di attività.

Non si può pretendere che un cavallo scuderizzato o che vive in un paddock fangoso sia pronto per escursioni chilometriche in strade sconnesse e sassose, per giunta con il nostro peso in groppa.

Nei casi in cui si richiede al piede del cavallo una prestazione extra, per esempio una lunga passeggiata su terreni più duri di quelli dove vive abitualmente, ci vengono in aiuto le scarpette (ne esistono di svariati modelli adattabili ad ogni tipo di zoccolo e attività).

Grazie all’ottima gestione, che consente al cavallo di raggiungere ottime performance, il Barefoot sta entrando sempre più anche nella cultura sportiva. I cavalieri promotori del piede scalzo ottengono ottimi risultati in svariate discipline come ad esempio nell’endurance dove vengono percorse svariate decine di chilometri su terreni molto vari (a volte anche grazie all’uso delle scarpette).

 

Quindi ricapitolando per la salute del nostro cavallo è importante:

  • Farlo vivere in un paddock adeguato per dimensioni e ripari;
  • Consentirgli di vivere in branco, insieme ad altri cavalli scalzi;
  • Stimolarne il movimento con percorsi obbligati, ad esempio dare il fieno lontano dall’acqua costringendolo al movimento;
  • Inserire nel paddock zone con diverse tipologie di terreno abrasivo, ad esempio una zona ghiaiosa per arrivare all’acqua e una zona sabbiosa per stendersi;
  • Alimentarlo con fieno sempre disponibile, magari aiutandosi con delle reti da slow feeding;
  • Non farlo stazionare sulle deiezioni.

Naturalmente simulare la natura non è affatto semplice, ma spesso si raggiungono compromessi accettabili anche nei nostri paddock.

Le mancanze dovute alla gestione naturalizzata, come ad esempio la scarsa usura dell’unghia, vengono compensate da una figura di fondamentale importanza, il pareggiatore. Il pareggiatore professionista cercherà di comprendere e ripristinare il piede del cavallo, tenendone sotto controllo crescita e forma. Un professionista certificato ci guiderà, oltre al mantenimento del piede fra un pareggio e l’altro, anche alla configurazione più idonea del nostro paddock.

 

Ritengo il Barefoot l’unica strada percorribile per chi tiene alla salute e alla serenità del proprio amico equino. Purtroppo, ancora oggi, nonostante la semplicità di reperire informazioni, la maggior parte dei proprietari non ha consapevolezza dei problemi derivanti dalla ferratura e continua ad applicare questa pratica molto spesso semplicemente “perché si fa così da sempre”.

 

Le problematiche legate alla ferratura non si manifestano nell’immediato. Col passare degli anni il cavallo può iniziare ad esempio con una leggera zoppia (alla quale corrisponde la relativa ferratura correttiva) evolvendo poi in problematiche più importanti, magari al ginocchio o alla spalla.

I proprietari di cavalli ferrati prendono in considerazione il Barefoot solitamente come ultima spiaggia per risolvere problematiche importanti, ad esempio una laminate, e dopo aver provato invano varie ferrature correttive.

 

Non sarebbe meglio prevenire che curare?

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