Cavalli: il primo approccio al paddock

Cavalli: il primo approccio al paddock

Al centro la relazione

Quando ho iniziato a frequentare il primo maneggio, tutto veniva fatto di maniera frettolosa: prendere il cavallo al paddock, pulizia, sella, finimenti.

Bisognava essere pronti per la lezione o passeggiata il prima possibile.

Questo tipo di approccio ai cavalli, pieno di aspettative, era forte di stress sia per loro che per me 

 

Da quando ho iniziato a comprendere che una buona relazione non può e non deve basarsi sulla fretta e sugli obblighi, il rapporto con il mio cavallo è profondamente cambiato.

 

Oggi, la mia “lezione” inizia ancor prima di vedere il cavallo nel paddock. Mentalmente cerco uno stato d’animo rilassato e non condizionato dalle aspettative, mi pongo obiettivi, ma sono pronto a cambiarli dando priorità alla relazione.

 

Questo atteggiamento ha portato enormi benefici ad entrambi. Infatti, se prima dovevo essere io ad andare dal cavallo, ora è lui che viene da me.

Riproduci video su cavallo al galoppo paddock

L’approccio con il cavallo, ma con qualsiasi essere vivente, deve rispettare la natura dell’essere, tener conto delle caratteristiche individuali e quelle di specie. Se l’approccio al cavallo viene fatto in modo naturale, con le giuste tempistiche, si svilupperà una relazione di fiducia positiva a beneficio di tutto ciò che verrà fatto insieme. Parola chiave: rispetto reciproco.

 

È importante evitare ogni comportamento costrittivo che obbliga l’animale a far qualcosa. Il segreto è “chiedere il permesso” proprio come faresti con un tuo caro amico. Un solo comportamento sbagliato può vanificare e rompere la fiducia ottenuta dal tuo cavallo.

Cosa fare nel primo approccio al cavallo nel paddock?

Avvicinati al recinto del cavallo e sosta lì per osservarlo. Osserva se ti guarda, se ti gira i posteriori, se distoglie lo sguardo, se scappa via da te, etc. L’osservazione è un’azione necessaria per comprendere il comportamento dell’equino, lo stato d’animo del momento e agire poi di conseguenza.

 

Comprendere il comportamento del cavallo è più difficile di quanto si pensi. Infatti, i cavalli hanno una comunicazione sottile e sopraffina, dove anche un piccolo movimento del corpo potrebbe voler dire qualcosa.

 

Se viene da te ti sta concedendo il “permesso” di entrare nel recinto. Entra e stabilisci un primo contatto fisico, facendoti annusare e accarezzandolo. Dagli una grattatina partendo dalla zona del garrese. Nel momento in cui troverai i punti dove gradisce maggiormente essere grattato, penserà “ho fatto bene a venire da te”.  Questo è l’inizio della relazione.

 

Nella foto seguente jenny allunga il collo manifestando il piacere di essere grattata.

Approcciarsi al cavallo

Se rimane fermo o addirittura si allontana, aspetta pazientemente vicino al suo recinto.  Se il cavallo sarà incuriosito dalla tua presenza, allora si avvicinerà. Se ciò non accade, puoi utilizzare la tecnica dell’approccio e ritirata.

Approccio e ritirata

Come già affermato in precedenza, il cavallo è un animale sì curioso, ma anche molto timoroso. Nel cercare di stabilire un rapporto con l’equino, occorre tenere sempre presente l’entità della sua natura. Il suo non avvicinarsi, non deve essere visto come un rifiuto, ma come una paura manifestata. Entra nel recinto e fai qualche passo in sua direzione, fin quando noterai che ti presta la sua attenzione, guardandoti.

 

Quando entri per la prima volta nello spazio personale del cavallo (zona prossemica) devi esserne consapevole ed evitare comportamenti minacciosi. 

 

 

È necessario l’utilizzo di un linguaggio del corpo rilassato, avvicinati al cavallo a zig zag, piuttosto che a linee rette. Avvicinandoti a zig zag risulti meno minaccioso ai suoi occhi. Ogni volta che il cavallo ti rivolge lo sguardo fermati, fai una pausa e dagli tempo di pensare e prendere confidenza con la tua presenza. Quando distoglie lo sguardo, con calma, fai qualche altro passo verso di lui e fermati appena ti rivolge la sua attenzione. Rallenta man mano che ti avvicini. Quando sei abbastanza vicino, allunga la mano e permettigli di annusarla prima di avvicinarti. Il cavallo essendo curioso per natura tenderà ad avvicinarsi spontaneamente.

 

Ora puoi iniziare ad accarezzarlo e strofinarlo, partendo dalla zona della spalla anteriore (Garrese), dimostrandogli che la tua compagnia è piacevole e che stare con te è un buon posto dove stare.

 

Tutte queste attenzioni dimostrano all’equino che rispetti i suoi tempi, il suo spazio e che gli chiedi il permesso di entrarci.

 

Per rendere la relazione collaborativa non bisogna limitare le nostre scrupolose attenzioni al solo approccio, ma è necessario comprendere e appagare le necessità di ogni singolo individuo. Personalmente trovo molto utile considerare il rapporto interspecifico uomo/cavallo alla stregua dei rapporti umani e quindi una vera e propria relazione dove da entrambe le parti c’è un dare ed un ricevere.

 

Attenzione: i cavalli non confidenti con l’uomo, i cavalli traumatizzati e i puledri, sono spesso imprevedibili. Prestare molta attenzione e farsi guidare da professionisti di comunicazione equina qualificati.

 

Soltanto dando la giusta importanza e attenzione alla qualità della relazione si otterranno risultati straordinari. Il nostro cavallo sarà collaborativo nei giochi, negli esercizi e appagato dal tempo passato insieme a noi.

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