Le briglie senza imboccatura stanno guadagnando sempre più popolarità, poiché molti cavalieri sono convinti che siano migliori per il benessere del cavallo. Tuttavia, è davvero così?

Con o senza imboccatura?

Premessa

Considera che la nostra percezione spesso ci inganna, e siamo portati a valorizzare le convinzioni acquisite, ignorando i dati che le smentiscono. Questo avviene attraverso meccanismi di pregiudizi cognitivi, noti in psicologia come ‘bias di conferma’. Quindi ti chiedo di leggere cercando di essere il più obiettivo possibile.

Imboccatura o Bitless

Le briglie senza imboccatura stanno guadagnando sempre più popolarità, poiché molti cavalieri sono convinti che siano migliori per il benessere del cavallo. Tuttavia, è davvero così?

 

I cavalli con imboccatura sono onnipresenti nella nostra vita quotidiana, e quindi non sorprende che consideriamo normale il loro utilizzo. Nel corso del tempo sono stati svolti diversi studi, per citarne uno, nel 2019 è stato condotto uno studio con la supervisione di WR Cook e M. Kibler, coinvolgendo 66 cavalli (Behavioural assessment of pain in 66 horses, with and without a bit).

 

Questo ha analizzato le prestazioni e il comportamento dei cavalli con e senza imboccatura, identificando 69 diverse tipologie di comportamenti che mostrano dolore, tra cui scuotimento della testa, torsione del collo, sferzare della coda, perdita di equilibrio, bocca aperta, problemi alla schiena e molti altri.

 

I risultati della ricerca hanno dimostrato che i cavalli con imboccatura hanno manifestato circa 1575 segnali di dolore, mentre quelli senza imboccatura solo 208. Si tratta di una significativa riduzione del 87%. Di fronte a tali evidenze scientifiche, sorge la domanda: se i cavalli manifestano molto meno dolore senza imboccatura, perché continuiamo a utilizzarla?

 

Erroneamente si crede che l’imboccatura sia necessaria per perfezionare gli esercizi, ma personalmente, ritengo che uno dei principali motivi per i quali si ricorra all’utilizzo di tale strumento sia riconducibile alla “cultura” profondamente radicata del mondo equestre.

 

Tuttavia, sono convinto che con l’incremento sempre maggiore dell’attenzione al benessere animale, montare senza imboccatura diventerà la nuova normalità.

Riflessioni su obiezione comuni

Durante delle conversazioni con addestratori, anche di notevole fama, ho ricevuto varie risposte comuni riguardo l’utilizzo o meno dell’imboccatura. Qui sotto cerco di riflettere e rispondere con logica e buon senso, e dove possibile anche con varie ricerche scientifiche a supporto.

1 Tutto dipende dalla mano leggera del cavaliere.

Per ottenere una risposta adeguata a una lieve pressione A durante l’addestramento, è inevitabile dover ricorrere a una pressione B più intensa per ottenere il comportamento desiderato (secondo la teoria dell’apprendimento). La pressione B deve necessariamente essere più elevata della pressione leggera A. Da ciò si deduce che il cavaliere o l’addestratore si troverà a esercitare pressioni molto più scomode, se non addirittura dolorose, per ottenere la risposta desiderata.

 

Qualcuno potrebbe obiettare che nell’addestramento viene impiegata solo la pressione minima A in bocca e che le pressioni più intense necessarie per l’apprendimento vengono applicate in modi diversi, come tramite pressione ritmica con uno stick, e così via.

 

La domanda è: quanti addestratori o cavalieri sono realisticamente in grado di limitarsi alla sola pressione minima A in bocca? Quali competenze e esperienze sono necessarie per insegnare a un cavallo a rispondere a una pressione minima A, che dovrebbe essere quasi impercettibile all’occhio umano?

 

A tal proposito voglio citare questa ricerca che vuole dimostrare quanto i cavalli ritengono avversiva la pressione in bocca e quanto tendono ad evitarla: Rein tension acceptance in young horses in a voluntary test situation.

"Nelle mani di un cavaliere medio, l'imboccatura causa dolore. Nelle mani di un principiante, l'imboccatura è una crudeltà."

Per quello che riguarda “l’uso corretto” delle imboccature, mi limito a dirti questo: la famosa ‘mano leggera’ è davvero un mito, perché, anche ad averla (e quanti onestamente puoi dire che ce l’hanno?!) il ferro in bocca, come ampiamente dimostrato, crea nel cavallo ‘un’aspettativa del dolore’. Per intenderci, è come se uno ti seguisse da dietro con un bastone e tu dovessi camminare aspettandoti prima o poi una bastonata. Magari poi la bastonata non arriverà ma, se l’hai provata una volta, dubito che quella che andrai a fare sarà una passeggiata serena! E non vengano a dirmi che non ci è mai capitato che ad esempio il cavallo inciampando ci abbia costretti ad attaccarci e strappare in bocca: questo è dolore. Involontario, in buona fede quanto vuoi, ma per il cavallo è solo dolore, della buona fede lui se ne sbatte!

Nervo trigemino nel cavallo
I tre rami del nervo trigemino nel cavallo. Sia che la lingua sia sopra l'imboccatura (come mostrato) o che comprima la lingua dall'alto il minimo "contatto" sarà doloroso. La nevralgia del trigemino nell'uomo può causare una scossa di dolore simile a una scossa elettrica e può essere innescata da qualcosa di innocuo come lavarsi i denti. Una risposta simile potrebbe verificarsi con lo scuotimento della testa e lo spavento indotti dai bit (Cook e Kibler 2018).

2 Anche la capezza, se non utilizzata correttamente, può causare danni.

Il dolore e le potenziali lesioni che possiamo causare a un cavallo con un’imboccatura o con una capezza sono equiparabili? Con un po’ di buon senso, la mia risposta è no.

 

Quante volte il nostro cavallo ha pestato la longhina, strattonandosi vistosamente da solo? Quante volte, anche per puro caso, ha strattonato quando era legato? Quante ferite ha subito in questi casi?

 

Ora domandiamoci: e se il cavallo pestasse le briglie mentre indossa l’imboccatura? E se tirasse quando è legato con le briglie mentre indossa l’imboccatura?
Ancora, se l’imboccatura è uno strumento così innocuo, paragonabile a una capezza, perché adottare così tante precauzioni?

 

3 Con l’imboccatura ho una comunicazione immediata e più precisa. Ma è davvero necessaria?

Quanti fanno agonismo ad un livello tale per cui è necessaria una comunicazione istantanea con il cavallo? E invece quanti sono i cavalieri amatoriali e non (vedi studio sotto) che utilizzano le imboccature in maniera errata strattonando a destra e a sinistra quei poveri cavalli che amiamo? Quanti hanno un assetto così corretto da non influire sull’imboccatura? Quanti accompagnano il movimento del cavallo correttamente con mani e assetto?

 

Cito un’altra ricerca interessante dove si cerca di dimostrare se anche i professionisti producono lesioni in bocca al cavallo. Vi anticipo il risultato, il 52% dei cavalli analizzati presentava lesioni in bocca: Bit-Related Lesions in Event Horses After a Cross-Country Test.

 

Vi invito inoltre a cercando su YouTube video corrispondenti alla parola chiave “dressage bitless” si possono trovare svariati video interessanti dove non viene usata nessuna imboccatura nel dressage.

A prescindere dalla considerazione etica, l'uso dell'imboccatura contrasta con l'obiettivo primario di ogni cavaliere: quello di sviluppare una collaborazione e comunicazione armoniosa ed efficace con il cavallo, così da ottenere con lui le migliori prestazioni possibili. Un atleta dolorante non può dare il meglio, e non lo darà. Il dolore riduce sia l'abilità che la motivazione alla prestazione...

4 Le capezze, specialmente quelle coi nodi, sono come l’imboccatura.

Sono sicuramente fonte di maggior disagio rispetto ad una capezza senza nodi ma non paragonabili ad un’imboccatura. Possiamo fare una semplice prova per capirne la differenza. Prova a premere abbastanza forte una matita con la gomma da cancellare all’estremità di un tuo zigomo e poi alza il labbro e applica la stessa pressione sulla gengiva. Sono la stessa cosa?

 

Tieni a mente che la pressione che riceve il cavallo in bocca è nettamente superiore a quella che puoi applicare tu premendo con la matita, l’imboccatura più leggera è comunque una leva molto vantaggiosa.

Le BARRE, luogo in cui è posizionata l'imboccatura, non sono dotate di tessuti molli sufficientemente carnosi e spessi da garantire una protezione dell'osso sottostante, ma solo da 2 millimetri di un sottile strato tessuto gengivale. L'osso sottostante è quindi esposto a traumi. L'imboccatura scatena dolore lungo il decorso del nervo trigemino, ossia nevralgia.

Barre cavallo
Una sezione trasversale della mascella di un cavallo di taglia superiore alla media, confrontata con un uovo di gallina di dimensioni standard, che mostra le barre appuntite della bocca, cioè a "filo di coltello". Le perle rosse rappresentano i filamenti del nervo trigemino. L'interfaccia tra morso e osso è quella di contatto tra un'area non più grande di una capocchia di spillo. Di conseguenza, la pressione e dolore per centimetro quadrato saranno considerevoli.

5 Con l’imboccatura il cavallo è più sicuro.

Nel caso in cui venga addestrato il cavallo con la coercizione molto probabilmente si riuscirà ad aver il controllo in molte circostanze, ma non esiste alcun dolore più forte della paura.

 

Con l’imboccatura succedo moltissimi incidenti in quanto la maggior parte dei cavalieri punta al controllo fisico del cavallo piuttosto che prestare attenzione agli stati emotivi, all’educazione alla calma e all’insegnare al cavallo ad uscire da situazioni di scacco con reazioni mitigate da competenza, fiducia ed esperienza.

 

Torno sempre al famoso esempio del pompiere. Se fossi all’interno di una edifico in fiamme vorresti avere accanto un pompiere affermato e competente di cui ti fidi o una persona di cui hai terrore con cui hai fatto solo brutte esperienze e non ne hai nessuna stima? Con chi dei due avresti maggior controllo della paura?

 

La vera sicurezza, tenendo sempre conto che l’equitazione è pericolosa (paragonabile al parapendio), dipende solo dal tipo di educazione che hanno cavallo e cavaliere. Un cavallo educato alla calma e abituato a risolvere le difficolta per gradi e con il minimo livello di stress possibile, che considera il partner umano competente e un buon punto di riferimento è molto più sicuro di un cavallo con imboccature e bardature coercitive varie.

 

Qui una ricerca a supporto: Bit use and its relevance for rider safety, rider satisfaction and horse welfare in equestrian sport.

 

Sono convinto che l’utilizzo delle imboccature, strumenti dal potenziale così dannoso, renda troppo facile sfociare da comunicazione a violenza senza nemmeno rendersene conto. Credo inoltre che nessun umano abbia la facoltà di utilizzare l’imboccatura in modo perlomeno non fastidioso per il cavallo. Quindi perché non rendergli la vita più serena cercando di creargli il minor fastidio possibile?

 

Facciamo un gioco: immagina di dover dare il controllo dei tuoi movimenti ad un tuo amico, preferiresti che ti controllasse con una capezza intorno al tuo viso o un oggetto rigido che fa leva all’interno della tua bocca a contatto con lingua, palato e gengive?

 

Forse le imboccature servono per rimediare a delle carenze nell’addestramento del cavallo? Personalmente ritengo di si.

Conclusione

Fortunatamente sta diventando sempre più una normalità l’utilizzo di bitless e viene lentamente accettata. Sarebbe estremamente positivo se i professionisti del settore, che fungono da esempi autorevoli per migliaia di appassionati, riuscissero ad avviare un dibattito aperto e imparziale, senza pregiudizi.

 

Ritengo che sia un passo importante che potrebbe portare a miglioramenti significativi nel benessere dei cavalli, che sicuramente meritano tale attenzione.

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